11 SPAZZOLINI…

Luglio 2022. Sono gli ultimi giorni a Brasilia, gli ultimi di quattordici indimenticabili anni.

Giorni in cui ti pervade una nostalgia anticipata. Un po’ come se fossi già nel futuro e il presente lo vivessi già come un passato.

Saluti le persone senza sapere se sarà l’ultima volta. Lasci un cane. Lasci oggetti che non userai più, o forse solo raramente. Ma sai che saranno utili ad altri.

Esco dalla “mia” Brasilia - quella del reddito mensile pro capite di 1.760 euro - per arrivare a Itapoá, periferia della capitale, dove il reddito medio è di 150 euro.

Entro a casa di Viví con un computer rimesso a nuovo e la macchina fotografica di mio fratello, usata durante le officine fotografiche con i bambini del Solar do Sentir.

I figli più piccoli di Viví partecipano alle attività del centro comunitario, che offre iniziative ricreative, educative e culturali. Lei e Antonio sono i fedeli custodi del Solar. Viví apre ogni giorno il centro e si assicura che gli ambienti siano sempre puliti e accoglienti per i bambini. Antonio è stato il mio simpatico ed efficiente compagno nella distribuzione di beni di prima necessità alle famiglie durante la chiusura dovuta alla pandemia.

La modesta casa di Viví, composta da due o tre vani, mi accoglie in una calorosa atmosfera familiare. Accendiamo il computer: funziona. Facciamo un giro con Eloisa, Lucas e Marcos per provare la macchina fotografica.

Trasmetto qualche nozione di fotografia, mentre già sento il dolceamaro della nostalgia. La macchina fotografica cattura il presente e lo trasforma in passato: una necessaria crudeltà.

Torniamo a casa e catturo anch’io qualche ricordo con la mia fotocamera.

Pausa. Vado in bagno. Su una mensola poggia un bicchiere con nove spazzolini. Sorrido. Ne mancano tre.

Viví, suo marito e i loro dieci figli.

Una famiglia che il padre, con il suo lavoro, e Viví, con saggezza e “bicos” (lavoretti, dice lei), riescono a mantenere unita e amorevole anche nelle avversità.